Impronte su strada ferrata

by PAoLy, u fabio, peritus

oltre 11 anni fa

Istruzioni:
Percorri a piedi un tratto di ferrovia abbandonata.

“il binario 21”

le porte in cui entravano i camion telati pieni di Ebrei

quella che una volta era una sala di attesa e smistamento merci e oggi è una sala conferenze

proiezioni nel giorno della memoria

nessuno deve dimenticare che prima dell'utilizzo del binario 21, venivano deportate persone nei binari che oggi usiamo tutti

ci avviciniamo al treno merci, usato per la deportazione degli Ebrei

carrozze senza finestre, senza luce, senza aria

persone stipate come merci

senza nemmeno il bagno

l'inizio del binario della vergogna

il binario nascosto dagli occhi di tutti

pochi sapevano cosa succedeva qui sotto, e anche chi saliva sul treno non sapeva bene quale sarebbe stato il suo destino

giorni di viaggio...

senza le più elementari norme di igiene, privati della propria dignità

e un'unica fermata.

già all'interno del loro incubo peggiore

della loro nuova vita

che nessuno avrebbe potuto nemmeno immaginare

torture, soprusi, esperimenti orribili

uomini e donne trattati come cose

usati e scambiati

ecco il museo della memoria

ecco quello che resta del binario 21, siamo usciti dal museo della memoria

la prima parte del binario è stata completamente ricoperta di asfalto. i binari passavano proprio tra le colonne doppie

da fuori oggi come allora sembrava tutto tranquillo

questi sono i portoni che venivano aperti quando passava il treno

nascondono ancor oggi il binario 21

da sotto i portoni si vede il binario tranciato. questa rottura è quasi un simbolo di libertà.

il binario prosegue

nascosto dai soliti portoni (qui le luci della galleria erano tutte spente e abbiamo richiato di essere investiti)

pensare che queste gallerie che sembrano un normalissimo cantiere

hanno assistito alla sventura di centinaia

di Ebrei che si sono allontanati

dalla loro vita

per piombare in una realtà orribile

l'ultimo portone

oggi il binario 21 finisce qui

per fortuna

Mio nonno era un tranquillo artigiano milanese. Studiando la sera e lavorando di giorno, era riuscito a prendersi un diploma e ad aprire una piccola bottega. Costruiva mobili. Era bravo.
Era una di quelle persone speciali che quando le incontri si prendono di prepotenza una parte del tuo cuore. Gli volevano tutti bene, era impossibile non volergliene.
Sapeva cosa voleva dire andare in guerra, era stato soldato in Eritrea e là aveva visto molti suoi amici morire, aveva visto cose orribili che non avrebbe mai più voluto vivere. Era un tipo pacifico e sapeva bene che la guerra è distruzione e devasto, morte e soprusi.
Pensava di aver visto il lato peggiore dell’uomo, la cattiveria, la spietatezza, e invece una nuova cartolina colorata l’ha portato via da sua moglie e dalla sua piccolina che cresceva lentamente insieme alla sua pancia, via dalla sua bottega, via dalla sua vita di tutti i giorni.

Mia mamma è nata lontana dalla sua città. Durante i primi anni della sua vita ha pensato che fosse normale spegnere le luci presto per non essere bombardati, che fosse normale fare una gran fila per comprare il pane razionato e soprattutto che avere un papà significava ricevere ogni tanto una lettera che rendeva felice sua mamma.
Forse per un bambino non è del tutto chiaro che la mamma manifesti gioia versando così tante lacrime.
Fatto sta che quando le lettere non sono più arrivate, sua mamma non ha più pianto, ma non è più stata tranquilla.

Ogni giorno mia nonna andava a consultare la nuova lista dei soldati morti in guerra, ogni volta col cuore in gola, ogni volta sempre più agitata, e tra gente disperata che piangeva e soffriva la perdita dei propri cari, tornava a casa con un briciolo di speranza.

Mio nonno le aveva scritto varie volte dal lagher in cui i tedeschi l’avevano rinchiuso. Scriveva sempre che stava bene e che lo trattavano bene, sapevano tutti che se non avesse scritto così, nessuno avrebbe spedito le sue cartoline. Quando la Germania stava per essere sopraffatta dagli alleati, le lettere si erano interrotte.
era disperso.
L’Italia non aveva idea di dove fosse finito. Tutti sapevano che i Tedeschi cercavano di eliminare tutte le prove della loro vergogna. Nessuno doveva poter raccontare. E così gli ultimi giorni le camere a gas funzionavano di giorno e anche di notte.

Tutti dicevano a mia nonna che era inutile illudersi, che era inutile che andasse tutti i giorni a leggere la lista dei soldati uccisi in guerra.

La guerra ormai era finita, i soldati sopravvissuti cominciavano a tornare, ma di mio nonno nessuna notizia.

Mia nonna cominciava a perdere la speranza.

Un giorno un uomo si è presentato alla porta di casa, era un soldato molto magro e sofferente. Mia madre l’ha chiamato “papà” anche se non l’aveva mai visto prima e mia nonna gli è saltata in braccio piangendo.

Mio nonno, quando ha capito cosa stava succedendo, aveva organizzato la fuga dal lagher con qualche amico, all’ultimo tutti si sono tirati indietro, così è scappato da solo. È scappato per giorni e sulla strada di casa ha trovato gli Americani che l’hanno derubato di tutto quello che gli avevano lasciato i tedeschi, ma che l’hanno nutrito e “arruolato” a combattere con loro.
solo quando sono tornati gli Americani è riuscito a tornare a casa anche mio nonno.

Ha riavuto la sua famiglia e la sua bottega, ma la sua vita non è più stata la stessa. Mai più.

PAoLy

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Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
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http://www.binario21.org/pdf/MilanoCentrale.pdf

http://www.info2015expo.it/index.php?/archives/68-Stazione-Centrale,-binario-21.html

19 Commenti

  • u fabio [481 commenti]
    oltre 11 anni fa

    grande off
  • Manuela SIB [357 commenti]
    oltre 11 anni fa

    Che storia...
  • S&V [1660 commenti]
    oltre 11 anni fa

    Grazie...
  • SilenzioAssenzio [1803 commenti]
    oltre 11 anni fa

    grazie per aver condiviso la storia di questo binario
  • PAoLy [1555 commenti]
    oltre 11 anni fa

    grazie mille :-)
    la cosa che mi fa sempre scendere le lacrime qd lo rileggo è che è successo davvero...
  • achille [17 commenti]
    oltre 11 anni fa

    che brividi a leggere questo bellissimo testo :D bravaa
  • gnapp [2007 commenti]
    oltre 11 anni fa

    grazie per il tuo racconto e per aver ripercorso binari che vanno ricordati
  • PAoLy [1555 commenti]
    oltre 11 anni fa

    volevo solo dirvi che i vostri commenti mi sono piaciuti moltissimo. grazie.
  • Stefus [4 commenti]
    oltre 11 anni fa

    Missione piena di significato..
    è inevitabile una riflessione, un pò di tristezza nel cuore e tanta gioia per chi ha lottato, non ha rinunciato alla speranza, ci ha creduto ed è sopravvissuto per tornare dalla propria famiglia.
    Grazie Paoly!
  • Around A [652 commenti]
    oltre 11 anni fa

    Il racconto..
    Binario significativo
    Giornata ideale.
    Bravi voi!
  • il vecchio pardo [554 commenti]
    oltre 11 anni fa

    la storia dei tuoi nonni è molto simile a quella dei miei nonni, l'ho letta con la pelle d'oca
  • Pryntyl [2895 commenti]
    oltre 11 anni fa

    Sono storia che vanno raccontate e binari che è giusto conoscere.
  • sMartie [693 commenti]
    oltre 11 anni fa

    Io non sapevo la storia del binario 21. Però è un'esecuzione che colpisce al cuore.
  • La Fra [442 commenti]
    oltre 11 anni fa

    grazie per la condivisione e il viaggio.
  • Gygettha Swinky [1881 commenti]
    oltre 11 anni fa

    mi son venuti i brividi a leggere il tuo racconto paoly... non ho mai conosciuto nessuno che potesse raccontare una storia del genere. Veramente un bel gesto per ricordare nel giorno della memoria e grazie per avermelo fatto scoprire... non avevo idea esistesse
  • Ewah [1157 commenti]
    oltre 11 anni fa

    Ci sono binari che vanno percorsi spesso, grazie.
  • PAoLy [1555 commenti]
    oltre 11 anni fa

    io non sapevo bene da dove si entrasse, ma sapevo cosa significavano i binari sotto ai ponti...
  • Broccoli or Potatoes? [4738 commenti]
    oltre 11 anni fa

    Pare assurdo, ma tante persone non conoscono la storia del binario 21. Ne parlavo proprio qualche giorno fa. Avete fatto bene ad andarci e a raccontarlo qui.
  • SpastiCat [280 commenti]
    oltre 11 anni fa

    :'( grazie per questa missione. purtroppo ho solo tre voti ma ne meriterebbe cinque.